Big data e Intelligenza artificiale:

tutto sta nella convergenza delle tecnologie, ma senza dimenticare l’etica

Ogni azienda ha ormai accesso a una mole di dati inimmaginabile solamente qualche anno fa: informazioni provenienti dall’attività dell’impresa, dal web, dai social, dai sensori posti sui macchinari produttivi e da altre centinaia di fonti sono una vera e propria miniera d’oro da cui estrarre insights utili per guidare la crescita dei business.

Questo immenso volume di dati, i Big data, è in continua e rapida crescita ma senza una corretta attività di analisi che consenta di ricavare informazioni utili in grado di individuare trend ancora sconosciuti e mettere in relazione variabili che in primo luogo sembrano tra loro scorrelate, rappresenta solamente un gigante silenzioso.

Il semplice fatto di raccogliere o avere accesso a grandi serie di dati non è sufficiente per produrre un risultato.

 

 

Convergenza tra Big data e Intelligenza artificiale

Il legame tra le tecnologie risulta quindi essere necessarie per poter trasformare i big data in dati veramente parlanti in grado di predire e guidare verso le migliori decisioni. In quasi tutte le grandi aziende i processi decisionali sono totalmente o in parte data-driven per consentire arrivare a decisioni in tempi rapidi ma basata sulla solidità di valutazioni oggettive e sistematiche. L’automazione delle decisioni deve passare obbligatoriamente per questa convergenza di tecnologie per poter essere agile e veloce come il mercato di oggi richiede.

Le applicazioni possibili grazie all’integrazione delle tecnologie sono pressoché infinite: si può, ad esempio, elaborare il linguaggio naturale per estrarre significato da migliaia di conversazioni online e analizzare il customer sentiment verso un determinato brand o altre opinioni consentendo così ai reparti marketing di attuare le azioni necessarie, si possono prevedere particolari avvenimenti – la rottura di un particolare macchinario o l’occupazione di un determinato spazio – fino all’individuazione di correlazioni in grado di evidenziare la nascita di possibili trend di mercato per guidare l’azienda nelle scelte strategiche di business.

Big Data, AI ed etica

Dietro l’analisi di questa immensa mole di informazioni raccolte quotidianamente vi è però anche un problema etico.

La scelta dei dati da analizzare e la strutturazione degli algoritmi di elaborazione sono attività delicate che influiscono in maniera determinate sui risultati delle analisi.

Gestire in modo non corretto i dati significa avere la possibilità di alterare informazioni, molte volte sensibili – ad esempio quelle legate all’ambito sanitario – e modificare sensibilmente decisioni e scelte che possono impattare fortemente sul futuro.

È necessario quindi mantenere un approccio etico alla gestione dei dati, rispettandone la sicurezza e tutelando tutti i soggetti in gioco: non c’è dubbio che a tendere l’unione tra Big data e Intelligenza artificiale porterà a un sempre maggiore processo decisionale autonoma ma che non potrà prescindere mai a pieno dall’intervento e dalla sensibilità umana.

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